E’ dello scorso 22 Ottobre la notizia del Corriere della Sera secondo la quale dall’inizio della pandemia la liquidità depositata in banca dalle famiglie e dalle imprese è aumentata di oltre 200 miliardi di euro. Una parte di questi 200 miliardi verrà spesa con la ripresa dei consumi e degli investimenti; un’altra parte dovrà essere convogliata verso le imprese per sostenere la crescita e lo sviluppo attraverso nuovi strumenti finanziari liquidi e negoziabili, come per esempio i bond. Su questo punto il governatore di Bankitalia, parla di «una maggiore differenziazione delle fonti di finanziamento delle imprese”. Condizione necessaria per attrarre capitali nazionali ed esteri rimane, tuttavia, l’ulteriore rafforzamento della capacità delle imprese italiane di innovare e crescere». La crescita, del resto, è un obiettivo inderogabile.

Come ho avuto modo di sottolineare più volte in altri miei interventi i Mini-Bond sono oggi strumenti di accesso al credito alternativi a quello bancario ed accessibile anche alle PMI grazie ad una legislazione che dal 2012 ha fatto passi da gigante, riconoscendo in questi strumenti una parte importante del futuro del modo finanziario e ciò anche in considerazione del gap che ancora divide l’Italia dagli altri paesi europei ed in particolari dai mercati americani.

Ciò che comunque molte PMI non sanno è che oggi, in base alle nuove regole, possono quotarsi in borsa e che questo ha enormi vantaggi sul piano dell’accelerazione della crescita,

Personalmente sento come una missione favorire l’accesso delle piccole e medie aziende alla finanza alternativa e mi sono posto l’obiettivo di promuovere la quotazione in borsa di almeno 10 aziende sarde nei prossimi 24 mesi.